Stiamo assistendo alla fine dell’epoca d’oro dei Pay to Write?
Circa due anni e mezzo fa, nasceva in Italia il sito che state visitando ora: Mondoinformatico.info. All’epoca, Mondoinformatico fu una vera e propria rivoluzione perchè portava in Italia, per primo, il meccanismo dei Pay to Write che in alcune parti del mondo era giàben consolidato da anni. Come funzionava il PtW? Semplice: tramite l’iscrizione a Google ed al suo sistema Google AdSense, era possibile inserire banner pubblicitari su articoli pubblicati su internet. Ora, le strade erano 2: o pubblicare i propri articoli su un blog o aprire un sito. Fu facile constatare che un semplice utente di internet con la passione della scrittura doveva per forza avere conoscenze (perlomeno basilari) di linguaggi HTML e simili. E a questo punto intervenivano i siti PtW, che mettevano a disposizione una piattaforma Web dove, tramite iscrizione gratuita, fosse possibile scrivere articoli e ricavarne (mediamente) l’80% degli introiti derivanti dai click dei banner pubblicitari di Google AdSense, mentre il restante 20% andava nel conto del Webmaster che supportava le spese di gestione del sito, dei vari server e riusciva ad intasacarsi un onesto guadagno, fatto dalla collaborazione (e NON dallo sfruttamento) degli utenti-scrittori-editori. Tutto ciò ha funzionato perfettamente fino all’estate 2009, quando MondoInformatico era onnipresente sulle pagine di Google News. Poi qualcosa si è guastato.
Attirati dalla concreta possibilitàdi fare soldi in breve tempo, sono cominciati ad apparire centinaia (se non migliaia) di articoli che, oggettivamente, hanno abbassato nettamente gli standard degli articoli precedentemente pubblicati. Qualcuno, ad esempio, cominciò a pubblicare articoli su come reperire e giocare ai “giochi online gratis” (cioè dei giochi in Flash come se ne possono trovare su un sito come Flashgames.it). La cosa strana è che tali articoli riuscivano ad ottenere delle oneste 1500-2000 visite al giorno (parliamo sempre dell’Estate 2009, il periodo d’oro dei PtW) e, nelle peggiori delle ipotesi, un 5-10% dei visitatori cliccava le pubblicità(spesso opportunatamente camuffate) e dava introiti per un 3-4€ giornaliero all’editore, per degli articoli banali ma, purtroppo, quotati, che si scrivevano in cinque minuti scarsi.
E poi? È passato poco tempo e i siti di Pay to Write sono cresciuti in maniera esponenziale, andando a parlare dei più vari argomenti (gossip, televisione, sport, attualità…) e, ancora una volta, si sono imposte le notizie che attirassero gente più che le notizie correttamente documentate e/o di buona qualità. Basti pensare che, all’epoca delle uscite nelle sale cinematografiche del secondo episodio della serie di Twilight, New Moon, alcuni siti PtW sono stati letteralmente intasati da notizie riguardanti i due protagonisti, ultracliccati dal popolo delle teenager.
E siamo ad oggi. Dopo che il PtW aveva promesso enormi somme di denaro costanti nel tempo, siamo di fronte ad un triste periodo per questo sistema: l’entrata in Google News sembra ormai essere stata concessa a qualunque di questi siti, la qualitàdegli articoli si è abbassata in maniera spropositata e, cosa che interesseràa voi editori, 20 click di oggi rendono praticamente un sesto di 20 click di un anno fa (e qui vi parlo di esperienza personale).
Quale saràil futuro dei Pay to Write? Qualche sito riusciràa prevalere sugli altri (perchè si, dopo alcuni problemi con Google, lo stesso MondoInformatico ha perso la sua posizione spirituale di leader del settore) creando seriamente una rivoluzione o asssiteremo al lento declino del sistema? Quando la qualitàdegli articoli verràmessa prima della quantitào della “famosità” di uno stesso? Quello che nacque come piattaforma in cui ognuno poteva provare a fare il mini-giornalista è ora considerato come un banale modo per fare soldi su internet.

